12 aprile 2006

Euro: così iniziò la fine...

Le decisioni finali sul valore dell'Euro vennero prese alla Riunione dei Ministri dell'economia e delle finanze, dei Governatori delle Banche centrali, Della Commissione europea e dell'Istituto Monetario europeo a Bruxelles, il 2-3º Maggio 1998. Erano presenti per l'Italia (godevano ovviamente del consenso del Premier Romano Prodi):
Carlo Azeglio CIAMPI Ministro del tesoro
Vincenzo VISCO Ministro delle finanze
Antonio FAZIO Governatore della Banca D'Italia

In questa riunione vengono fissate le parità bilaterali tra le undici monete dei Paesi aderenti, definendo che il valore finale dell'Euro sarà noto soltanto dal 31 dicembre 1998, sulla base del rapporto 1 ad 1 con l'Ecu.

L'Ecu (Unità di Conto Europea) non era una vera e propria moneta ma era un paniere, un contenitore di quindici monete che, con pesi e percentuali differenti componevano l'Unità di Conto Europea.

Ma vediamo ora in che modo sono stati calcolati i tassi di cambio dell’ECU il 31 dicembre 1998...

Per calcolare i tassi di cambio dell’ECU è stata utilizzata la normale procedura di concertazione. In base a tale procedura, le banche centrali degli Stati Membri comunicarono il tasso di cambio rappresentativo delle rispettive valute nei confronti del dollaro.

Nell’ambito della procedura in oggetto, è possibile individuare tre fasi.

Fase 1: Determinazione dei tassi di cambio di concertazione nei confronti del dollaro per le valute UE
Alle 11:30 (CET), le banche centrali dell’UE, ivi comprese quelle le cui monete non sono incluse nel paniere dell’ECU, comunicano reciprocamente, nell’ambito di una teleconferenza, i tassi di cambio contro dollaro per le rispettive valute. Questi tassi di cambio vengono rilevati come valori discreti, ricompresi nell’intervallo tra le quotazioni in denaro e lettera di mercato. Mentre, di norma, questi valori discreti coincidono con il punto centrale dell’intervallo tra denaro e lettera, le banche centrali dell’UE, in base a quanto è consentito dalla procedura di concertazione, tengono conto della necessità di rilevare tassi di cambio con sei cifre significative, come è previsto per i tassi preannunciati nel Comunicato Congiunto. I tassi di cambio bilaterali tra le valute partecipanti all’area dell’euro, ottenuti calcolando il tasso incrociato tra i rispettivi tassi di cambio contro dollaro rilevati dalle banche centrali UE, saranno uguali ai tassi centrali bilaterali degli AEC preannunciati nel Comunicato, fino alla sesta cifra significativa.

Fase 2: Calcolo del tasso di cambio dell’ecu ufficiale nei confronti del dollaro
I tassi di cambio rilevati dalle banche centrali dell’UE vengono successivamente comunicati dalla Banca Centrale del Belgio alla Commissione, che li utilizza per calcolare i tassi di cambio dell’ECU ufficiale. Il tasso di cambio USD/ECU(espresso in termini di 1ECU=xUSD) si ottiene sommando il controvalore in dollari delle quantità di valuta nazionale che compongono l’ECU.

Fase 3: Calcolo dei tassi di cambio dell’ECU ufficiale nei confronti delle valute UE che partecipano all’area dell’euro
I tassi di cambio ufficiali nei confronti delle valute UE sono calcolati moltiplicando il tasso di cambio USD/ECU per i rispettivi cambi contro dollaro. Tale calcolo viene effettuato non solo per le divise che compongono il paniere dell’ECU, bensì per tutte le valute UE.
Questi tassi di cambio dell’ECU vengono arrotondati alla sesta cifra significativa. Esattamente lo stesso metodo di calcolo, ivi comprese le convenzioni relative all’arrotondamento, viene utilizzato per determinare i tassi irrevocabili di conversione dell’euro per le valute dell’area dell’euro.

Ed ecco il parto, un Euro al 31 Dicembre 1998 è pari a:

13,7603 scellini austriaci (ATS)
40,3399 franchi belgi (BEF)
2,20371 fiorini olandesi (NLG)
5,94573 marchi (markka) finlandesi (FIM)
6,55957 franchi francesi (FRF)
1,95583 marchi tedeschi (DEM)
340,750 dracme greche (GRD)
0,787564 sterline (punt) irlandesi (IEP)
1936,27 lire italiane (ITL)
40,3399 franchi lussemburghesi (LUF)
200,482 scudi (escudos) portoghesi (PTE)
166,386 pesete (pesetas) spagnole (ESP)

Avete capito bene, per decidere quante Lire servivano per fare un Euro non si sono svolti complessi calcoli e confronti sul valore della produzione italiana, del PIL, del debito pubblico, della tassazione ecc.. Ma si è ritenuto molto più ovvio utilizzare una moneta inesistente composta peraltro da alcuni paesi che non avevano e non hanno intenzione di utilizzare l'Euro e utilizzare come termine di paragone i cambi del 31 dicembre contro il Dollaro.

Queste e la maggior parte delle divise mondiali hanno perso valore contro l'Euro, con l'ovvio risultato di aver cancellato l'export italiano, il turismo e le possibilità di ripresa; l'Italia ha vissuto inoltre una terribile inflazione (mai denunciata dagli organismi preposti).

Recentemente il Presidente del Consiglio Berlusconi (a cui va comunque imputato uno scarso controllo sugli aumenti effettuati da alcuni produttori, distributori e commercianti) ha parlato di un vero e proprio raggiro subito dall'Italia in sede di determinazione del tasso di scambio con l'Euro, sostenendo che la quota giusta fosse in realtà 1.500 £ non 1936,27.

Questa proposizione che certamente possiamo sottoscrivere, ci porta però ad un'amara riflessione sull'eventuale uscita dall'Euro, infatti in caso di uscita non è così improbabile pensare che ci verrebbe restituito meno della metà di quanto da noi apportato all'Unione (con la scusa della crisi economica, della Parmalat, della Cirio ecc.): ovvero se già abbiamo perso il 25% del nostro valore economico entrando nell'Euro, se uscendo (e noi ci troviamo purtroppo in una situazione in cui l'uscita sembra l'unica possibilità di salvezza) ci venissero riconosciute (ad esempio) solo 1.000 £ per ogni Euro, avremmo a quel punto perso complessivamente il 75% della nostra valuta... 1.500 £ che resteranno dentro la moneta unica per la gioia di francesi e tedeschi.

Ecco quindi perchè ad una brusca uscita dalla moneta unica, il nostro Movimento preferisce soluzioni alternative e di lungo periodo come la moneta integrativa (ne parleremo nel programma per le Elezioni Politiche).

Alla fine di questa piccola inchiesta non possiamo che ricordarVi che questo "cul de sac" in cui è finita l'Italia, porta la firma di due persone (CIAMPI e PRODI) che si vantano di questo "grande risultato"!

FONTE: Movimento NO EURO