10 aprile 2006

I piani per l'Iran ( parte I )

di Seymour M. Hersh
New Yorker

Il Presidente Bush scenderebbe in guerra per impedire a Tehran di ottenere la bomba?

L'amministrazione Bush, mentre sostiene pubblicamente la diplomazia per impedire all'Iran di sviluppare un'arma nucleare, ha aumentato le attività clandestine all'interno dell'Iran e intensificato i piani per un possibile ed importante attacco aereo. Funzionari odierni e passati dell'esercito statunitense e dell'intelligence hanno detto che gruppi di progettisti dell'Aviazione stanno preparando delle liste di bersagli, mentre squadre di truppe da combattimento statunitensi sono state dislocate in Iran, sotto copertura, per raccogliere informazioni sugli obbiettivi e per stabilire contatti con i gruppi di minoranze etniche anti-governative. I funzionari dicono che il Presidente Bush è determinato a negare al regime iraniano la possibilità di iniziare un programma di sperimentazione, previsto per questa primavera, di arricchimento dell'uranio.
Le agenzie di intelligence americane ed europee, e l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), sono d'accordo che l'Iran sia intento a sviluppare la capacità di produrre armi nucleari. Ma ci sono stime molto differenti su quanto impiegherà, e se la diplomazia, le sanzioni, o l'intervento militare siano il modo migliore per impedirlo. L'Iran insiste che la sua ricerca è solo per usi pacifici, in accordo con il Trattato di Non-Proliferazione Nucleare, e che non si farà ritardare o dissuadere.
C'è una convinzione crescente, tra i membri dell'esercito degli Stati Uniti, e nella comunità internazionale, che l'obbiettivo finale del Presidente Bush nel confronto nucleare con l'Iran sia il cambio di regime. Il Presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha messo in dubbio la realtà dell'Olocausto e detto che Israele doverebbe essere "eliminata dalla mappa". Bush ed altri nella Casa Bianca lo vedono come un potenziale Adolf Hitler, ha detto un ex alto funzionario dell'intelligence. "Quello è il nome che stanno usando. Dicono, 'L'Iran otterrà forse un'arma strategica e minaccerà un'altra guerra mondiale?' ".
Un consulente del governo con stretti legami nella leadership civile nel Pentagono ha detto che Bush era "assolutamente convinto che l'Iran sta per ottenere la bomba" se non fermato. Ha detto che il Presidente crede di dover fare "quello che nessun Democratico o Repubblicano, se eletto nel futuro, avrebbe il coraggio di fare", e "che salvare l'Iran sta per diventare il suo lascito".
Un ex funzionario della difesa, che si occupa ancora di temi sensibili per l'Amministrazione Bush, mi ha detto che i piani militari sono stati basati sulla convinzione che "una sostenuta campagna di bombardamenti in Iran umilierà la leadership religiosa e condurrà la popolazione a sollevarsi e abbattere il governo". Ha aggiunto, "Sono rimasto shockato quando l'ho sentito, e mi sono chiesto, 'Cosa stanno fumando?' ".
La logica per il cambio di regime è stata articolata ai primi di marzo da Patrick Clawson, un esperto dell'Iran che è il vice-direttore per la ricerca al Washington Institute per la Politica del Vicino Oriente, un sostenitore del Presidente Bush. "Fino a quando l'Iran avrà una repubblica islamica, avrà un programma di armamenti nucleari, almeno in clandestinità", ha detto Clawson al Comitato del Senato per le Relazioni Estere il 2 marzo. "Il punto chiave, dunque, è: Quanto durerà l'attuale regime iraniano?".
Quando ho parlato a Clawson, ha enfatizzato che "questa Amministrazione sta impiegando molte energie nella diplomazia". Comunque, ha aggiunto, l'Iran non ha altra scelta che cedere alle richieste degli Stati uniti o affrontare un attacco militare. Clawson ha detto di temere che Ahmadinejad "veda l'Occidente come un fifone e pensa che alla fine cederemo". Dobbiamo essere pronti a trattare con l'Iran se la crisi peggiora". Clawson ha detto che preferirebbe contare sul sabotaggio ed altre attività clandestine, come gli "incidenti industriali". Ma, ha sostenuto, sarebbe prudente prepararsi per una guerra più ampia, "dato il modo in cui stanno agendo gli Iraniani. Non è come progettare di invadere il Quebec".
Un progettista militare mi ha detto che le critiche della Casa Bianca all'Iran e il tempo sostenuto di pianificazione e attività clandestine si inseriscono in una campagna di "coercizione" diretta all'Iran. "Bisogna essere pronti ad andare, e vedremo come risponderanno", ha detto il funzionario. "Devi mostrare davvero una minaccia per far indietreggiare Ahmadinejad". Ha aggiunto, "la gente pensa che Bush si sia concentrato su Suddam Hussein a partire dall'11 settembre", ma, "dal mio punto di vista, se dovevi nominare una nazione che fosse il suo tarlo in tutti i modi, era l'Iran". (In risposta a richieste dettagliate di commento, la Casa Bianca ha detto che non avrebbe commentato il piano militare, ma ha aggiunto: "Come ha indicato il Presidente, stiamo perseguendo una soluzione diplomatica", il Dipartimento della Difesa ha anche detto che l'Iran era stato trattato con "canali diplomatici", ma non avrebbe lavorato su quelli; la CIA ha detto che c'erano delle "incuranze"in questo resoconto ma senza specificare quali).
"Questo è molto più che una questione nucleare", mi ha detto un diplomatico di alto rango a Vienna. "Quello è solo un punto di contesa, e c'è ancora tempo per risolverlo. Ma l'Amministrazione crede che non possa essere risolto finché non controlleranno i cuori e le menti dell'Iran. Il vero problema è chi controllerà il Medio Oriente e il suo petrolio nei prossimi dieci anni".
Un ex consigliere del Pentagono sulla guerra al terrore ha espresso un'opinione simile. "Questa Casa Bianca crede che l'unico modo di risolvere il problema sia cambiare la struttura di potere in Iran, che significa guerra". Il pericolo, ha sostenuto, era che "rinforzi anche l'opinione in Iran che l'unico modo di difendere il paese sia avere un potenziale nucleare". Un conflitto militare che destabilizzi la regione potrebbe anche aumentare il rischio del terrore: "Hezbollah entra in gioco", ha detto il consigliere, riferendosi al gruppo terrorista che è considerato uno dei più riusciti al mondo, attualmente partito politico libanese con forti legami in Iran. "E qui subentra Al Qaeda".
Nelle ultime settimane, il Presidente ha iniziato silenziosamente una serie di incontri sui piani per l'Iran con pochi senatori chiave e membri del Congresso, tra cui almeno un Democratico. Un alto membro della Commissione per gli Stanziamenti della Casa Bianca, che non ha preso parte agli incontri ma ha discusso i loro contenuti con i suoi colleghi, mi ha detto che non c'erano stati "verbali formali", perché "sono riluttanti a "dare indicazioni alla minoranza. Si stanno lavorando il Senato, selettivamente".
Il membro della Casa ha detto che nessuno ai meeting "sta davvero obbiettando" che si parli di guerra. "Le persone che stanno informando sono le stesso che hanno condotto al cambiamento in Iraq. Per la maggior parte, le domande sono sollevate: Come colpirete tutti i siti in una volta sola? Come andrete abbastanza in profondità?" (l'Iran sta costruendo delle strutture edili sotterranee). "Non c'è pressione dal Congresso", non per intraprendere un'azione militare, ha aggiunto il funzionario della Casa Bianca. "L'unica pressione politica è dai tipi che vogliono farlo". Parlando del Presidente Bush, ha detto, "La cosa più preoccupante è che questo tipo ha una visione messianica".
Alcune operazioni, apparentemente indirizzate in parte ad intimidire l'Iran, sono già in corso. Gli aerei tattici della Marina Statunitense, che operano da porta-aerei nel Mar Arabico, hanno condotto delle missioni simulate per lo sgancio di armi nucleari – rapide manovre di ascesa note come bombardamento "sopra la spalla" – a partire dalla scorsa estate, ha detto l'ex funzionario, entro la portata dei radar costali iraniani.
Lo scorso mese, in una lezione tenuta durante una conferenza sulla sicurezza del Medio Oriente a Berlino, il colonnello Sam Gardiner, un analista militare che insegnava al National War College prima di ritirarsi dall'Aviazione, nel 1987, ha fornito una stima di quel che sarebbe necessario per distruggere il programma nucleare dell'Iran. Lavorando sulle fotografie satellitari degli impianti noti, Gardiner ha stimato che almeno 400 bersagli avrebbero dovuto essere colpiti. Ha aggiunto:Non penso che un progettista militare degli Stati Uniti si fermerebbe lì. Probabilmente l'Iran ha due impianti di produzione chimica. Li colpiremmo. Vorremmo colpire i missili balistici di medio raggio che sono stati trasferiti proprio di recente più vicino all'Iraq. Ci sono quattordici campi aerei con aerei corazzati... Vorremmo sbarazzarci di quella minaccia. Vorremmo colpire le risorse che potrebbero essere usato per minacciare la navigazione sul Golfo. Questo significa prendere di mira i siti dei missili cruise e i sottomarini a gasolio iraniani... Alcuni degli impianti potrebbero essere troppo difficili da prendere di mira anche con armi di penetrazione. Gli Stati Uniti dovranno usare le unità per le Operazioni Speciali.
Uno dei possibili piani iniziali dell'esercito, come presentato dal Pentagono alla Casa Bianca questo inverno, si appella all'uso di armi nucleari tattiche anti-bunker, come la B6-11, contro i siti nucleari sotterranei. Un bersaglio è il principale impianto con centrifughe dell'Iran, a Natanz, circa duecento miglia a sud di Tehran. Natanz, che non è più sotto le tutele dell'AIEA, a quanto pare ha uno spazio sotterrano in grado di contenere centinaia di centrifughe, e laboratori e spazi di lavoro sepolti approssimativamente 75 piedi sotto la superficie. Quel numero di centrifughe potrebbe fornire abbastanza uranio arricchito per circa 20 testate nucleari all'anno. (L'Iran ha riconosciuto di aver inizialmente tenuto nascosto il suo programma di arricchimento dell'uranio agli ispettori dell'AIEA, ma afferma che nessuna delle sue attività attuali è proibita dal Trattato di Non Proliferazione). L'eliminazione di Natanz sarebbe una grave battuta d'arresto per le ambizioni nucleari dell'Iran, ma le armi convenzionali nell'arsenale statunitense non potrebbero assicurare la distruzione a 75 piedi sotto terra e roccia, specialmente se rinforzati con calcestruzzo.
C'è un precedete nella Guerra Freda per prendere di mira bunker molto sottoterra con armi nucleari. Nei primi anni '80-'90, la comunità dell'intelligence statunitense stava a guardare mentre il governo sovietico iniziava a scavare un enorme complesso sotterraneo fuori da Mosca. Gli analisti conclusero che l'impianto sotterraneo era ideato per la "continuità del governo" – in modo che la leadership politica e militare sopravvivesse ad una guerra nucleare. (Ci sono strutture simili, in Virginia e in Pennsylvania, per la leadership statunitense). L'impianto sovietico esiste ancora, e molto di quello che gli Stati Uniti sanno al riguardo resta classificato. "La 'rivelazione' – la prova – "era costituita dai condotti di ventilazione, alcuni dei quali erano camuffati", mi ha detto l'ex alto funzionario dell'intelligence. A quel tempo, ha sostenuto, fu determinato che "solo testate nucleari" avrebbero potuto distruggere i bunker. Ha aggiunto che alcuni analisti dell'intelligence Usa credono che i Russi aiutarono gli Iraniani a progettare il loro impianto sotterraneo. "Vediamo una somiglianza di design", specialmente nei condotti di ventilazione, ha detto.
Un ex funzionario di alto livello nel Dipartimento della Difesa mi ha detto che, dal suo punto di vista, persino un bombardamento limitato permetterebbe agli Stati Uniti di "entrare e fare abbastanza danno da rallentare l'infrastruttura nucleare – è fattibile". L'ex funzionario della difesa ha detto: "Gli Iraniani non hanno amici e possiamo dire loro che, se necessario, continueremo a buttare giù le loro infrastrutture. Gli Stati Uniti dovrebbero agire come se fossimo pronti a partire". Ha aggiunto, "Non dobbiamo abbattere tutte le loro difese aere. I nostri bombardieri invisibili e i missili lanciabili fuori tiro nemico funzionano davvero, e possiamo far saltare in aria cose aggiustate. Possiamo anche fare cose sul terreno, ma è difficile e molto pericoloso – o buttare roba cattiva nei condotti di ventilazione e metterli a dormire".
Ma quelli che non sono famigliari con il bunker sovietico, secondo un ex alto funzionario dell'intelligence, "dicono 'Non se ne parla'. Devi conoscere quello che sta sotto – per sapere quali ventilatori raggiungono le persone, o i generatori diesel, o quali sono falsi. E c'è molto che non sappiamo". La mancanza di informazioni sicure lascia i progettisti militari, dato l'obbiettivo di distruggere completamenti i siti, con poca scelta se non considerare l'uso di armi nucleari tattiche. "Ogni altra opzione, secondo i sostenitori delle armi nucleari, lascerebbe un vuoto", ha detto l'ex alto funzionario dell'intelligence". " 'Decisivo' è la parola chiave dei piani dell'Aviazione. E' una decisione dura. Ma in Giappone la prendemmo".
Ha continuato, "I progettisti nucleari affrontano un lungo addestramento e imparano i dettagli tecnici dei danni e della ricaduta radioattiva – stiamo parlando di nuvole a fungo, radiazioni, vittime di massa, e contaminazioni per anni. Questo non è un test nucleare sotterraneo, dove tutto quello che vedi è la terra un po' alzata. Questi politici non hanno un indizio, e quando qualcuno cerca di uscirne – rimuovendo l'opzione nucleare "viene messo a tacere".
L'attenzione prestata all'opzione nucleare ha creato dei gravi sospetti negli uffici dello Stato Maggiore della Difesa, ha aggiunto, e alcuni funzionari hanno parlato di dimissioni. Verso la fine di questo inferno, lo Stato Maggiore della Difesa ha cercato di rimuovere l'opzione nucleare dai piani di guerra in sviluppo per l'Iran – senza successo, ha detto l'ex funzionario dell'intelligence. "La Casa Bianca ha chiesto: 'Perché lo state mettendo in discussione? L'opzione è venuta da voi' ".
Il consigliere del Pentagono per la guerra al terrore ha confermato che alcuni nell'Amministrazione stavano guardando seriamente a questa opzione, che ha collegato ad un riemergere di interessi nelle armi nucleari tattiche tra i civili del Pentagono e nei circolo politici. Lo ha chiamato "un treno che deve essere fermato". Ha anche confermato che alcuni agenti ed alti funzionari stavano considerando di dimettersi per via della questione. "Ci sono sentimenti molto forti nell'esercito contro l'impiego di armi nucleari su altri paesi", mi ha detto il consigliere. "Questo arriva ai livelli alti". Presto la questione potrebbe raggiungere un punto di svolta, ha detto, perché lo Stato Maggiore della Difesa era d'accordo nell'inviare al Presidente una raccomandazione ufficiale dichiarando che sono fortemente contrari a considerare l'opzione nucleare per l'Iran. "Il dibattito interno su questo tema si è inasprito nelle ultime settimane", ha detto il consigliere. "E, se gli alti funzionari del Pentagono esprimono la loro opposizione all'uso di armi nucleari di offesa, allora non accadrà mai".
Il consigliere ha aggiunto, comunque, che l'idea di usare armi nucleari tattiche in tale situazione ha ottenuto il sostegno dal Comitato Scientifico della Difesa, un gruppo di consultazione i cui membri sono scelti dal Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld. "Stanno dicendo al Pentagono che possiamo costruire una B61 con un maggior impatto e meno radiazioni", ha detto.
Il presidente del Comitato Scientifico della Difesa è William Schneider Junior, un sotto-segretario di stato nell'Amministrazione Reagan. Nel gennaio del 2001, mentre il Presidente Bush si preparava a prendere ufficio, Schneider ha prestato servizio in un gruppo ad-hoc per le forze nucleari sostenuto dal National Institute for Public Policy, un think tank conservatore. Il rapporto del gruppo raccomandava di trattare le armi nucleari tattiche come una parte essenziale dell'armamentario Usa e faceva notare la loro sostenibilità "per quelle occasioni in cui la distruzione certa e veloce di bersagli ad alta priorità è essenziale e va oltre la prospettiva delle armi convenzionali". Molti firmatari del rapporto sono ora membri eminenti dell'Amministrazione Bush, tra cui Stephen Hadley, il consigliere per la sicurezza nazionale, Stephen Cambone, il sotto-segretario alla difesa per l'intelligence; e Robert Joseph, il sotto-segretario di stato per il controllo delle armi e la sicurezza internazionale.
Il consigliere del Pentagono ha messo in dubbio il valore degli attacchi aerei. "Gli Iraniani hanno distribuito la loro attività nucleare molto bene, e non abbiamo dubbi su dove si trovi parte del loro equipaggiamento. Potrebbe persino essere fuori dal paese", ha detto, per poi avvertire, come hanno fatto molti altri, che bombardare l'Iran potrebbe provocare "una catena di reazioni" di attacchi sulle strutture statunitensi e i cittadini nel mondo: "Cosa penseranno 1.2 miliardi di Musulmani il giorno in cui attaccheremo l'Iran?".
Con o senza l'opzione nucleare, la lista di bersagli potrebbe inevitabilmente estendersi. Un funzionario dell'Amministrazione Bush andato in pensione di recente, che è anche un esperto in pianificazione di guerra, mi ha detto che avrebbe sostenuto vigorosamente un attacco aereo sull'Iran perché "l'Iran è un bersaglio molto più tosto" dell'Iraq. Ma, ha aggiunto, "Se stai per fare un qualunque bombardamento per fermare le testate nucleari, dovresti allo stesso modo migliorare la tua posizione sul campo. Forse colpire alcuni campi di addestramento, e risolvere un sacco di altri problemi".
Il consigliere del Pentagono ha detto che, nell'eventualità di un attacco in Iran, l'Aviazione intende colpire molte centinaia di bersagli ma che "il 99 % di loro non ha nulla a che fare con la proliferazione. Ci sono persone che credono sia il modo di agire" – che l'Amministrazione possa raggiungere i suoi obbiettivi politici in Iran con una campagna di bombardamenti, un'idea che è stata sostenta dai neo-conservatori.
Se fosse dato l'ordine di un attacco, le truppe da combattimento statunitensi che ora operano in Iran sarebbero in una posizione tale da segnalare i bersagli critici con dei raggi laser, per assicurare l'accuratezza dei bombardamenti e per minimizzare le vittime civili. All'inizio dell'inverno mi fu detto dal consulente governativo con stretti legami civili nel Pentagono che le unità stavano anche lavorando con i gruppi delle minoranze in Iran come gli Azeri a nord, i Baluchi, a sud-est, e i Curdi a nord-est. Le truppe "stanno studiando il terreno, ed elargendo denaro alle tribù etniche, e reclutando guide e pastori dalle tribù locali", ha detto il consulente. Un obbiettivo è mettere "gli occhi sul terreno". Citando un verso dal "Otello", ha detto: "Dammi la prova oculare". L'obbiettivo più ampio, ha detto il consulente, è "incoraggiare le tensioni etniche", e minare il regime.
La nuova missione per le truppe da combattimento è un prodotto dell'interesse di lunga data del segretario alla difesa Donald Rumsfeld nell'estendere il ruolo dell'esercito nelle operazioni segrete, che è stato trasformato in politica ufficiale nel Rapporto Quadriennale sulla Difesa del Pentagono, pubblicato a febbraio. Tali attività, se condotte da agenti della CIA, avrebbero bisogno di approvazione presidenziale e dovrebbero essere riportate ai membri chiave del Congresso.
"La 'protezione delle forze' è la nuova parola alla moda", mi ha detto l'ex alto funzionario dell'intelligence. Si stava riferendo alla posizione del Pentagono per cui le attività clandestine che possono essere ampiamente classificate come una preparazione del campo di battaglia o come protezione delle truppe siano operazioni militari, non di intelligence, e dunque non sono soggette alla supervisione del Congresso. "I tipi nello Stato Maggiore della Difesa dicono che ci sono molte incertezze in Iran", ha affermato. "Abbiamo bisogno di avere più di quanto avevamo in Iraq. Ora abbiamo segnale verde per fare tutto quello che vogliamo".
La profonda sfiducia del Presidente nei confronti di Ahmadinejad ha rafforzato la sua determinazione ad affrontare l'Iran. La prospettiva è stata corroborata da accuse per cui Ahmadinejad, che entrò nelle forze speciali di brigata delle Guardie Rivoluzionarie nel 1986, avrebbe potuto essere coinvolto in attività terroristiche sul finire degli anni '80. (Ci sono dei buchi nella biografia ufficiale di Ahmadinejad in quel periodo). E' stato riferito che Ahmadinejad era collegato a Imad Mughniyeh, un terrorista che è stato implicato nei mortali attentati all'ambasciata Usa e ai marine Usa nelle caserme di Beirut il 1983. Mughniyeh era allora il responsabile sicurezza di Hezbollah; rimane nella lista dei terroristi più ricercati dall'FBI.
Robert Baer, che è stato un agente della CIA in Medio Oriente e altrove per due decenni, mi ha detto che Ahmadinejad e i suoi colleghi della Guardia Rivoluzionaria nel governo iraniano "sono in grado di costruire una bomba, nasconderla, e lanciarla su Israele. Sono Sciiti apocalittici. Se sei seduto a Tel Aviv e credi che abbiano testate nucleari e missili – devi sbarazzarti di loro. Questi tipi sono svitati, e non c'è ragione per indietreggiare".
Sotto Ahmadinejad, le Guardie Rivoluzionarie hanno esteso la loro base di potere mediante la burocrazia iraniana; entro la fine di gennaio, avevano rimpiazzato migliaia di funzionari civili con i loro membri. Un ex alto funzionario delle Nazioni Unite, che ha molta esperienza dell'Iran, ha raffigurato il cambiamento come "un colpo di stato bianco", con minacciose implicazioni per l'Occidente. "Professionisti del Ministero degli Esteri sono fuori; altri stanno aspettando di essere buttati fuori", ha detto. "Potremmo essere in ritardo. Ora questi individui credono di essere più forti che mai, da quando c'è stata la rivoluzione". Ha affermato che, considerando in particolare l'emergere della Cina come superpotenza, l'attitudine dell'Iran era "Al diavolo l'Occidente. Puoi fare come vuoi".
Il supremo leader religioso dell'Iran, Ayatollah Khamenei, è considerato da molti esperti come in una posizione più forte rispetto ad Ahmadinejad. "Ahmadinejad non ha controllo", mi ha detto un diplomatico europeo. "Il potere è diffuso in Iran. Le Guardie Rivoluzionarie sono tra i sostenitori chiave del programma nucleare, ma, in ultima analisi, non penso che ne siano responsabili. Il Leader Supremo ha il voto decisivo sul programma nucleare, e le Guardie non prenderanno iniziative senza la sua approvazione.
Il consigliere del Pentagono per la guerra al terrore ha detto che "permettere all'Iran di avere la bomba non è in discussione. Non possiamo avere delle testate cedute ad una rete del terrore. E' semplicemente troppo pericoloso". Ha aggiunto: "tutto il dibattito interno è in che modo procedere per fermare il programma iraniano. E' possibile, ha detto il consigliere, che l'Iran rinuncerà unilateralmente ai suoi piani nucleari – e prevenga un intervento degli Stati Uniti. "Dio potrebbe sorriderci, ma non lo penso. La sostanza è che l'Iran non può diventare un stato con armi nucleari. Il problema è che solo diventando uno stato nucleare l'Iran capirà che non può difendersi dagli Stati Uniti. Succederà qualcosa di brutto".

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Seymour Hersh
Fonte: http://www.newyorker.com
Link: http://www.newyorker.com/fact/content/articles/060417fa_fact
Numero del 17.04.2006
Postato il 10.04.2006
Traduzione dall'inglese di CARLO MARTINI per www.comedonchisciotte.org

FONTE: ComedonChisciotte