06 aprile 2006

NO EURO denuncia Bankitalia e BCE

Il 30 marzo 2006 è avvenuto un fatto storico: il movimento politico No Euro ha denunciato alla magistratura due istituzioni tanto blasonate e temute, la Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea.
Per la prima volta un gruppo di persone ha deciso di provare concretamente a rescindere i fili che legano le mani ai politici che dovrebbero governare lo Stato in nome e per i cittadini e a portare a conoscenza di questi il modo in cui il Sistema Bancario ha reso schiava un intera nazione e il suo popolo.

Veniamo ai fatti. Il movimento No Euro ha depositato presso il tribunale di Milano una denuncia formale contro la Bce e la BdI accusandole di: 1) Attentato all’indipendenza dello Stato 2) Attentato contro la costituzione dello Stato 3) Peculato 4) Associazione di tipo mafioso. Il tutto supportato da reali prove di quanto detto. L’intento è quello di alzare il velo su un sistema che ha prodotto squilibri e storture e che è giunto il momento di cambiare.

Il sistema bancario, in mano a finanzieri privati, ha esautorato lo Stato e le sue istituzioni privandoli della sovranità e dell’indipendenza e sottomettendoli ai propri interessi. Le banche sono padrone della moneta all’atto dell’emissione e attraverso il controllo dell’offerta di denaro e del debito pubblico tengono letteralmente in catene l’Italia e i suoi cittadini.
La Bce stampa le banconote che noi tutti ci ritroviamo in tasca e le “presta” allo stato al valore facciale impresso su di esse, maggiorato di un tasso d’interesse, attualmente al 2.5%. Alla banca stampare banconote costa 3 centesimi. La differenza tra quanto incassa su una singola banconota, su quella da 100 euro incassa 102.50 euro, e quanto spende per stamparla, 3 centesimi, si chiama signoraggio. Esso per la suddetta è pari a 102.47 euro. Queste enormi somme, pari al valore di tutte le banconote in circolazione, vengono occultati nei bilanci e finiscono dritte nelle tasche di chi è padrone delle banche.

La cosa sconvolgente è che lo stato è gravato da un debito pubblico enorme proprio per questo perverso meccanismo e che per ripagarlo e pagare gli interessi su di esso tassi i cittadini, il lavoro, i servizi, i carburanti. Il debito è una gran balla che i politici, collusi e servi del sistema bancario ci raccontano per evitare di toccare questi argomenti.
Lo Stato potrebbe emettere le banconote in proprio, esattamente come avviene per il conio delle monete (ecco perché non hanno introdotto le banconote da 1 e 2 euro, perché su queste monete lo Stato guadagna), e come avveniva con i Biglietti di Stato da 500 lire. Uno Stato privato della sovranità monetaria non può dirsi davvero indipendente e sovrano.

Ma c’è anche di peggio; solo il 15% del denaro è fisico, monete e carta, il restante 85% è sottoforma di credito, annotazioni bancarie, bit sullo schermo di un computer. Tutto questo denaro è letteralmente creato dal nulla in quanto le banche devono detenere come riserva soltanto il 2% di ciò che prestano. Se depositiamo 100 euro la banca può prestarne fino a 5.000! Ricordiamo che il denaro ha valore solo perché noi cittadini lo accettiamo come mezzo di pagamento, senza di noi il denaro sarebbe solo carta straccia, dato che non esiste più nessuna copertura aurifera.
Questo sistema conferisce alle banche un potere enorme, il potere vero, quello che manca agli stati che si dicono democratici e sovrani.

Il popolo non si è mai sentito raccontare queste cose da uomini politici; ma vi immaginate Berlusconi e Prodi che dicono come in realtà siano solo delle marionette, degli uomini di facciata e che in economia non possono prendere nessuna decisione perché le vere leve del potere sono manovrate da altri?!
Ora però qualcosa è cambiato, è nato No Euro, un movimento che come un cavallo di troia entrerà nel sistema per cambiarlo dall’interno, che lotta per tutti gli Italiani, indipendentemente dalla loro ideologia politica, rossa, nera, verde, perché quando si è schiavi lo si è anche si vota per Forza Italia o il partito comunista, perché la battaglia per la vera sovranità non ha colore. Invito tutti quelli che leggono questo articolo ad andare a votare e quando saranno in cabila elettorale a pensare che c’è ancora una speranza per quest’Italia, votare No Euro.

A cura di Fabrizio Orbelli

FONTE: Movimento NO EURO