10 aprile 2006

Se vince Prodi...

di Fabio de Fina

A seguito degli articoli criticamente favorevoli a Berlusconi abbiamo ricevuto un certo numero di lettere di protesta, in prevalenza da sinistra (il giornale on-line è molto letto anche a sinistra) in misura minore dal mondo cattolico e dal centro-destra; la grande maggioranza però dei lettori ha manifestato accordo sulle nostre posizioni.
Siamo consapevoli del fatto che Berlusconi non sia san Luigi di Francia: non prega 9 ore al giorno, non organizza, nè partecipa,
a Crociate, non è sensibile a promuovere, o almeno a favorire, il «bene» (la dottrina trasmessaci da Cristo-Dio e conservataci
dalla sua Chiesa, la Chiesa cattolica) come dovrebbe fare uno statista cattolico, non è sensibile ad impedire, o almeno a contrastare,«il male» (divorzio, aborto, eutanasia, omosessualità, droga, pornografia, etc.) come dovrebbe fare uno statista cattolico.
Oggi però svolge un ruolo, inconsapevole, ma oggettivo, di «katechon» («colui che trattiene l'Anticristo»); se cade, anche
per motivi anagrafici (compirà 70 anni a settembre del 2006) la sinistra si sarà sbarazzata, forse per sempre, dell'unico ostacolo serio che ha incontrato dal dopoguerra e che le ha impedito di creare un regime.
Come ricordiamo, un complotto dei giudici di «Mani pulite» e soprattutto di Di Pietro-Mercedes, distrusse, con motivazioni risibili, tutti i partiti esistenti (finanziamento illecito; e le migliaia di miliardi elargiti dall'URSS e dalle varie lobby al PCI, ora DS, e alle COOP?); gli stessi giudici, con alla testa Di Pietro-Mercedes, chiusero le «indagini» davanti al PCI, ora DS.
Sembrava ineludibile la conquista del potere da parte delle sinistre - così come era avvenuto in tutti i Paesi ex comunisti, dove erano andati al potere gli ex comunisti dopo avere cambiato solo il nome - ed ecco venir fuori una variabile non prevista, Berlusconi, che ormai da quasi 15 anni contrasta questo progetto.

Presumo che qualcuno si risentirà perché sono stati considerati ostacoli non seri la DC o il MSI.
Per quanto riguarda il MSI, ora Alleanza Nazionale, pur con buoni orientamenti dottrinari, più di tanto non riuscì ad incidere a causa della drammatica epurazione fisica, qualitativa e quantitativa, subìta nell'immediato dopoguerra; con la morte di Michelini nel 1969, inoltre, uno sbandamento ideologico e morale ha portato buona parte di quel mondo su posizioni rivoluzionarie ed anticattoliche.
La DC, erede diretta del Partito Popolare, a sua volta filiazione della setta modernista cattolica (tra l'altro costoro giudicavano
la Rivoluzione Francese - nella realtà profondamente anticristiana - come una manifestazione del Vangelo nella storia e attribuivano al concetto di «democrazia» un valore assoluto) fu quanto di più di più antitetico al progetto di selezione di una classe dirigente cattolica da parte di Pio XII, che infatti ostacolò per tutto il suo Pontificato De Gasperi e la Democrazia Cristiana.
Il Papa si trovò infatti una DC, partito laico e «aconfessionale», che egemonizzava politicamente il mondo cattolico.
De Gasperi e Dossetti subirono a malincuore l'estromissione della Sinistra dal Governo, nel 1947, ma rimaneva fermo in De Gasperi il progetto di «laicizzare» e «democratizzare» il Paese.
Con il «partito cattolico» al Governo si ebbero infatti:
- una disastrosa Riforma Agraria, che sconvolse la fisionomia rurale dell'Italia;
- la conquista, da parte della Sinistra, dei principali gangli della società italiana: giornali, radio, televisione, cinema, case editrici, scuole, università, magistratura, burocrazie statali (soprattutto alte burocrazie) …;
- l'istituzione della scuola media unificata, primo passo dello scardinamento della scuola;
- la legge sul divorzio;
- il nuovo diritto di famiglia;
- la legge sull'aborto (oltre 6 milioni di bambini assassinati in Italia da quando è entrata in vigore) a firma di Andreotti, tanto caro a CL;
- il nuovo Concordato, che sanciva la laicità dello Stato;
- la liberalizzazione delle droghe;
Non a caso Gramsci scrisse che «la costituzione del Partito Popolare equivale, per importanza, alla Riforma protestante».

In pochi mesi Berlusconi compattò un'area antagonista alla sinistra come era riuscito a fare solo Mussolini e come non riuscirà a fare più nessuno chissà per quanti anni; per questo non ci sembra esagerato il termine «katechon».
Venisse meno Berlusconi - non a caso demonizzato come raramente è accaduto a qualsiasi uomo politico, in quanto giustamente
identificato come unico ostacolo tra la Sinistra e il potere - chi potrebbe sostituirlo?
Il miracolato (da Berlusconi) ed irriconoscente Fini, strappato ad un sicuro avvenire di venditore di auto dall'ingresso in campo
di Berlusconi? La sua uscita di scena provocherebbe grande cordoglio, soprattutto a Tel Aviv.
O la sua «classe dirigente», anch'essa miracolata (ed irriconoscente) strappata ad un sicuro avvenire chi di rappresentante
di biancheria intima, chi di gestore di night club, chi di impiegato del catasto, chi di salumiere, chi di bancarelliere di frutta e verdura, chi di tenutaria di un bordello? (con tutto il rispetto per le menzionate categorie).
O Casini, le cui sentenze («un'idea diversa», «la casa come diritto per tutti», «più sostegno alla famiglia», «più tutela per i consumatori»,«una politica più responsabile», etc.) fanno una concorrenza spietata ai vecchi cartigli dei Baci Perugina?
O i leghisti (a parte Castelli, rivelatosi un grande ministro della Giustizia) che ossessivamente rimangono abbarbicati ad una idiozia come il federalismo, senza rendersi conto che il più forte ostacolo al «nuovo ordine mondiale», che dicono di avversare, è rappresentato dagli Stati nazionali, che possono contrastare la libera circolazione di persone, finanza, merci, obiettivo primario dei mondialisti?
Come non comprendere la contraddizione nell'idea di avvicinare lo Stato, che andrebbe semmai allontanato, ai cittadini, moltiplicando per 5 (Stato, Regione, Provincia, Comune, Consiglio di zona) una già odiosa, per inefficienza e costi, e persecutoria, burocrazia?
Per chi, per esempio, vive a Milano è meglio che «Roma» stia a Roma o sotto casa?

Prodi è un rottame del passato, è il vecchio regime che viene restaurato; nel 1978 era ministro dell'Industria (governo Andreotti),
dal 1982 al 1989, sponsor De «Mida» dirigeva l'IRI, (amministrato poi anche nel 1993-1994, sponsor Ciampi); non scordiamoci che stava «regalando» lo SME a De Benedetti: dopo aver detto no alla Heinz, no a Barilla («lo SME è la perla del gruppo, non si vende») all'improvviso vende il 64% (quindi il controllo) della società a De Benedetti per 497 miliardi pagabili a rate; lo SME fatturava allora 2.800 miliardi, aveva 80 miliardi di liquidità, non c'era stata nessuna perizia per valutarlo; come non bastasse Prodi concede a De Benedetti, per facilitare l'acquisto, anche un prestito di 30 miliardi al tasso del 5% (quando l'inflazione era al 15%); quindi 497 meno 80 (la liquidità) meno 30 (il prestito) fa 387 miliardi.
Craxi bloccò l'operazione.
E la privatizzazione del Credito Italiano affidata alla Goldman Sachs, di cui Prodi era stato consulente?
E la privatizzazione dell'Olio Bertolli affidata all'Unilever, di cui Prodi era stato consulente?
E il regalo dell'Alfa Romeo ad Agnelli, che iniziò a pagare 7 anni dopo?
Nel «Paese normale» di dalemiana memoria Prodi sarebbe finito in galera.

Anche per l'Ulivo lo scontro è epocale; la vastissima clientela di nullafacenti (si calcola in circa 5 milioni di persone) abituata,
dal dopoguerra a vivere alle spalle di chi lavora veramente [parte dei dipendenti pubblici, alti dirigenti delle istituzioni, sindacalisti,
imprenditori (la prima fila di Confindustria e imprenditori che vivono di sussidi e «favori» statali) funzionari di partito, «artisti»
di regime (attori, cantanti, registi, produttori, etc.)] non può reggere altri 5 anni di opposizione, pena il doversi trovare un lavoro.
E' scontato dire che Prodi pensa che la società sia al servizio dello Stato mentre Berlusconi pensa che lo Stato sia al servizio
della società.
Chi ha governato ininterrottamente dal 1945 al 2001 creando la mostruosità del debito pubblico?
Forse Berlusconi?
E' accusato di non aver diminuito il debito pubblico: doveva licenziare milioni di statali?
Con Prodi riprenderà la persecuzione fiscale, i Centri Sociali tenuti a bada negli ultimi tempi per motivi elettorali, imperverseranno con le loro violenze, la creazione della società multirazziale non avrà più nessun freno anche perché fa comodo ai partiti di sinistra, che sperano così di trovare nuovi aderenti, ai sindacati per lo stesso motivo, agli sfruttatori del lavoro nero, ai maniaci sessuali, alla delinquenza organizzata.
A parte questi ragioni utilitaristiche sullo sfondo c'è il progetto mondialista di distruzione della religione, della tradizione, della cultura,dell'etnia del nostro Paese e dell'Europa.

Il governo Berlusconi ha fatto anche grandi riforme: non stiamo qui a riassumerle (contro la disinformazione è però importante avere il buon senso di leggersi nel sito www.forza-italia.it il capitolo grandi riforme); ricordiamoci tra tutte quella della legittima difesa; prima un delinquente poteva entrare in casa, rubare, usare violenza fisica; reagendo andava nei guai l'aggredito e il giudice dava una medaglia con encomio all'aggressore.
Se Dio avrà pietà dell'Italia e Berlusconi riuscirà a rivincere si spera che questa volta trovi la forza di fare la «rivoluzione» per la quale ebbe il mandato nel 2001 e cioè di ridurre drasticamente il potere della presidenza della repubblica, delle grandi burocrazie dello Stato, della Banca d'Italia, della Corte Costituzionale, di epurare magistratura, Polizia, Carabinieri, Servizi Segreti, di tutti gli elementi sovversivi ed antiitaliani deliberatamente infiltrati in questi anni; trovi il coraggio di ripulire il suo partito colonizzato dagli antiberlusconiani, così come sono colonizzati i suoi network (le televisioni, la stampa quotidiana e periodica, le case editrici).
Come non comprendere la relazione tra l'operato dei vari Ferrara, Mentana, Rossella, Costanzo, De Filippi, Cecchi Paone, Platinette e l'incremento del voto per l'Ulivo?
Come non comprendere la devastazione morale provocata nei giovani dalle sue televisioni?
Se il sogno di molti ragazzi e ragazze è quello di diventare un Costantino o una velina quale società, quali famiglie si formeranno
con simili tipi umani?
Volete essere governati dalla Bonino,dalla Rosy Bindi, da Fassino , D'Alema, Visco, Violante, Diliberto, Cossutta, Bertinotti, Luxuria, Castagnetti, Caruso, Di Pietro-Mercedes, Pecoraro Scanio, etc?
Contenti voi!
Non è vero che Prodi sarà ostaggio di questa gente: lui è il peggiore di tutti.

FONTE: EFFEDIEFFE