02 maggio 2006

Romano Prodi alla prova di sovranità

Le prime mosse di Romano Prodi, in attesa del conferimento formale del mandato da parte di Ciampi o del suo successore, hanno comunicato uno stile autoreferenziale, dietro il quale si intravede invece il referente dei cosiddetti "poteri forti" sovrannazionali.

Questo è il significato della nomina di Tommaso Padoa Schioppa, che benché ancora non sia ufficializzata, è avvenuta nel colloquio tra il banchiere e lo stesso Prodi il 22 aprile, e confermata dall'editoriale di Schioppa pubblicato la domenica seguente sul Corriere della Sera, che suonava come un vero e proprio discorso di investitura.

Padoa Schioppa è esponente di quella parte del mondo finanziario che ha promosso il sistema dell'Euro come parte di un disegno sinarchista per un governo mondiale. In un recente scritto pubblicato sulla rivista Il Mulino, l'ex direttore della Banca d'Italia e ex membro del Consiglio della Banca Centrale Europea scriveva: "Il 1989, infatti, non solo pone termine alla Guerra Fredda; segna anche il collasso finale del sistema che la Pace di Westfalia aveva instaurato nel 1648". La nuova fase inaugurata con la nascita dell'Unione Europea permette di "superare la concezione per cui lo Stato è tale solo se non riconosce alcun potere sopra di sè" e instaura "un potere sopranazionale [che] ricostituisce, non sopprime, la sovranità".

Fallito il primo test di sovranità, Prodi ne dovrà affrontare un altro: quello della nomina del ministro degli Esteri. In pole position ci sarebbe Massimo D'Alema, su cui il partito neocon dell'amministrazione Bush ha posto il veto. Il primo a esprimersi contro D'Alema è stato il rappresentante della Anti Defamation League a Milano, Yosha Reibman, che lo scorso febbraio lo bocciò in una dichiarazione pubblica. Recentemente, Prodi ha ricevuto un monito nientemeno che da Michael Ledeen, che in un articolo sul Wall Street Journal del 13 aprile ha scritto: "L'Italia ha bisogno dell'amicizia americana, e gli italiani la desiderano, per cui Mr. Prodi sceglierà probabilmente un ministro degli Esteri che sia conosciuto e apprezzato a Washington, per dimostrare il proprio sostegno alla continuità di rapporti". Il consiglio amichevole di Ledeen va in realtà letto come una velata minaccia, conoscendo il personaggio e il ruolo che svolse in Italia negli anni di piombo e della P2.

In questo contesto occorre riflettere sulla natura dell'attacco terroristico contro i militari italiani a Nassiriya il 27 aprile. L'attentato, che è costato la vita a tre soldati e ne ha ferito gravemente un quarto, presenta una singolare somiglianza con quanto accadde al governo Merkel nelle prime ore di vita, quando una cittadina tedesca fu rapita in Iraq, per essere poi in seguito rilasciata non prima di mettere alla prova tutte le forze della diplomazia di Berlino.

FONTE: MOVISOL