10 giugno 2006

Bankitalia non pagherà mai gli 87 euro

La Banca d'Italia, con una comunicazione pubblicata sul sito e nel completo silenzio della stampa e dei media, distrugge definitivamente la speranza di ottenere il rimborso del diritto di signoraggio che deriva dalla proprietà collettiva della moneta. Ha fatto sapere che respingerà qualsiasi ulteriore richiesta di pagamento perché ritenuta improponibile, come se fosse quasi fuori da ogni logica.
Viene così sfumata l'illusione degli 87 €, e bruciate le richieste di pagamento che in massa sono state inviate in seguito alla sentenza del Giudice di pace di Lecce. Come avevamo già annunciato, queste grandi Associazioni che si elevano a paladine della giustizia, non sono altro che dei depistatori, creano false illusioni e non sono in grado di portare avanti tali responsabilità. Migliaia di persone avevano inviato quelle richieste, tutti ci credevano, ma ora non resta che dire grazie ad Adusbef!
Complici di questo sistema sono senz'altro i media certamente, perché fa sempre più audience lo scandalo calcistico piuttosto che una notizia di . La cosa che certamente lascia più sconcertati è la presa di posizione così ferma della Banca d'Italia poco prima della sentenza in Cassazione, per cui sembra più un Editto che una comunicazione. Per cui oltre a rendere inefficace un decreto esecutivo di un giudice della Repubblica prima della sentenza definitiva, la comunicazione svilisce persino la sua importanza. La sentenza di un giudice di pace che difende la proprietà della moneta ha valore solo tra le parti e quindi non è degno di nota, mentre una stessa sentenza di un giudice di pace, come citato, ha un'importanza tale da meritare la testuale citazione. La sentenza di Pizzo Calabro, sottolinea inequivocabilmente che la collettività nazionale non ha potere di azione in giudizio su tali materie, in quanto non è titolare di alcun diritto sulla moneta, che è regolata da poteri di rango sovranazionale. Inoltre afferma che la Bankitalia SPA è una persona giuridica distinta e indipendente dalla BCE, tuttavia non è un istituto pubblico ma un'entità privata partecipata, come ogni società, da altri privati, quali le banche centrali nazionali. L'unica indipendenza che qua si vuole difendere è quella della banca centrale rispetto al governo, onde evitare qualsiasi condizionamento dei rappresentanti del popolo sulle loro decisioni. Insomma oltre ad essere sovranazionali, sono persino sovraumani.
Questo significa negare l'esistenza di tante altre sentenze ottenute in altri Stati, significa negare la Storia e il concetto di sovranità.

Poteva essere questo una della tante possibilità per conquistare un precedente prezioso, e cominciare altre lotte fino a giungere alla Corte Costituzionale. Evidentemente la Magistratura, invece di essere espressione di coloro che le hanno dato questo potere, è una Massoneria vera e propria. Forse tanta sicurezza della Banca d'Italia deriva proprio da una completa fiducia nelle "Istituzioni" e nella "giustizia", che sicuramente trionferà prima dell'estate.
Di questo passo, non usciremo mai da tale circolo vizioso, perché negare l'esistenza di un diritto naturale è incostituzionale, ma non si riuscirà mai a raggiungere la Corte Costituzionale.
Basti pensare che per i delitti della "Uno bianca", arrestarono e portarono al processo persone assolutamente estranee alla vicenda, nulla assolutamente nulla, e se non fosse stato per una telefonata alla questura di una ex moglie di uno dei Savi… Nessun tribunale ha condannato quei giudici, e ora sono in libertà a fare sicuramente altri danni, togliendo gli strumenti di difesa ai cittadini e conferendo una potestà alle lobbies.
Ora esiste il dipietresco, un gergo sconosciuto che abbiamo tante volte sentito rimbombare ai processi di mani pulite, mentre si firmava la vendita di Banca d'Italia, mentre l'acquedotto pugliese diveniva SPA, mentre l'Iri falliva e si promulgavano le leggi dei Banchieri.
Ora esiste il Buon Beppe, che gli scorsi giorni si è recato dal Presidente del Consiglio per consegnargli 1 milione e mezzo di firme raccolte tramite il Blog e una lettera di pre-licenziamento. Prodi, giustamente, ha gradito molto la sua visita e anche la lettera con le richieste, promettendo di consegnarla ad ogni deputato, ma cos'altro poteva fare. Come si può chiedere il licenziamento se non si riesce neanche ad eliminare i privilegi parlamentari, e episodi in cui l'assemblea all'unanimità approva l'aumento del proprio stipendio. Altro gioco...altre truffe. Personaggi così servono al sistema, servono perché occorre sprecare energie e lotte verso scopi sbagliati, servono per disorientare e confondere le idee.
Noi abbiamo pagato il biglietto dello spettacolo, per cui vogliamo proprio vedere come va a finire.

FONTE: ETLEBORO