16 giugno 2006

Bilderberg: il simposio dell'oligarchia mondiale

di Marco Bollettino

Nel suo saggio sulla politica, Aristotele descriveva tre forme di governo, differenziate in base a chi deteneva il potere, ognuna con la propria degenerazione; il governo di uno solo era quindi la monarchia, se il potere veniva esercitato per il “bene del popolo”, e dittatura se esso veniva esercitato per “fini personali”; le altre forme di governo, secondo Aristotele, erano, infine, l'aristocrazia (oligarchia) e la politeia (democrazia).

Alla fine dell'ottocento uno storico politico italiano ribaltò la visione aristotelica della politica. Secondo Gaetano Mosca, infatti, la forma di governo è una sola: l'oligarchia. Quale che sia l'organizzazione del potere, parlamentarismo piuttosto che socialismo, in realtà essa ha soltanto la funzione di legittimare e perpetuare l'autorità della classe di governanti rispetto a quella dei governati.

Ma il modello di Mosca va ulteriormente raffinato. Oggi, infatti, come allora l'unica forma politica è l'oligarchia ma l'èlite che “prende le decisioni” ...
... non ha nemmeno più bisogno di sedere in Parlamento o di essere membro del partito.
Le élite di oggi decidono le sorti del mondo all'interno di riunioni informali, al riparo di occhi indiscreti, in comode ed accoglienti sale di alberghi di lusso.

Da pochi giorni, ad esempio, si è conclusa la più importante riunione annuale di queste èlite, alla quale si può partecipare soltanto dietro invito del comitato organizzatore, in cui si discutono in modo non ufficiale tematiche di preoccupazione corrente specialmente riguardo ai campi degli affari internazionali e dell'economia internazionale (1).

Sto parlando della riunione del G8? Ovviamente no. Parlavo del gruppo Bilderberg.

La prima riunione fu tenuta all'Hotel de Bilderberg, da cui il nome, vicino ad Amhem, in Olanda, nel Maggio del 1952. Il meeting fu organizzato da Joseph Retinger, un emigrato polacco preoccupato per il crescente anti-americanismo in Europa occidentale e dal principe Bernardo de Lippe. La sua proposta fu di creare una conferenza internazionale a cui invitare le èlite dei paesi europei e nord americani per promuovere una intesa comune.
Da allora le riunioni sono state ripetute una o due volte l'anno ed è stato creato un comitato organizzatore che si occupa di scegliere le personalità più importanti, del mondo occidentale, a cui destinare l'invito.

Tra i partecipanti possiamo includere capi di Stato, ministri, parlamentari dell'Unione Europea, banchieri, industriali.. Sono membri permanenti personalità di spicco come Henry Kissinger o David Rockefeller alla regina Beatrice d'Olanda.
Per l'Italia assidui frequentatori sono stati gli Agnelli, ora sostituiti dal giovane John Elkann, Mario Monti, il neo banchiere centrale Mario Draghi, il ministro dell'economia Tommaso Padoa Schioppa ed ovviamente il presidente del consiglio Romano Prodi.

Che cosa si discuta durante le riunioni del Bilderberg non ci è dato saperlo; anche se le riunioni non sono più un segreto e quest'anno è stata addirittura consegnata ai media canadesi una press release, possiamo solo immaginare in cosa siano consistite le discussioni informali su temi quali le relazioni Europa-America, l'energia, la Russia, l'Iran ed il Medioriente, l'Asia, il terrorismo e l'immigrazione. (2)

La riunione, infatti, che si è tenuta al Brook Street Hotel di Kanata, nella periferia di Ottawa, è stato, ancora una volta, a porte chiuse. Gli invitati sono giunti con jet privati al vicino Shell Aerocentre, ricevuti da autisti di limousine, riconoscibili per il cartello con il simbolo “B” e da lì trasportati direttamente in albergo dove ingenti misure di sicurezza hanno impedito a giornalisti temerari (3), semplici curiosi ed investigatori veterani delle riunioni Bilderberg, come Jim Tucker, Daniel Estulin e l'onnipresente Alex Jones, di venire a contatto con gli invitati alla riunione.
Gli unici commenti alla stampa sono arrivati dal neocon Richard Perle, dell'American Enterprise Institute, il quale, intervistato ha dichiarato che E' solo una organizzazione privata, che discute di politica. (4) Se lo dice uno dei principali sostenitori dell'esportazione di democrazia in Iraq, non possiamo che credergli.

Sebbene, come sottolinea il comunicato stampa, non vengano proposte risoluzioni, effettuate votazioni ed espresse dichiarazioni di intenti tuttavia è innegabile l'enorme influenza che questa lobby , perché di questo si tratta, possa avere sulla politica internazionale.
Non a caso il parlamentare europeo Giuseppe Fortunato, ex AN, in questo modo si rivolse al parlamento europeo, contestando la candidatura del greco Diamandouros al ruolo di mediatore europeo: «Questa potentissima lobby mira a conquistare posizioni nelle istituzioni dell'Unione Europea a vantaggio dei suoi membri ed è strutturata con il meccanismo della segretezza quale obbligo assoluto dei membri. Chi vuol essere mediatore Europeo non può vantare la partecipazione come membro di una lobby. Diamandouros ha persino partecipato ad una apposita conferenza Bilderberg come membro, mentre era Ombudsman greco» (5). L'eco della stampa fu pressoché nullo, ovviamente.
[...]

Note
(1) http://www.infowars.com/images2/nwo/bilderberg/bbg_list_page_02.jpg
(2) http://www.infowars.com/images2/nwo/bilderberg/bbg_list_page_02.jpg
(3) http://www.ottawasun.com/News/OttawaAndRegion/2006/06/09/1621811-sun.html
(4) http://www.canada.com/ottawacitizen/news/story.html?id=6ac7a723-323b-497c-970b-70ec36c4bd45
(5) http://www.lavocedellacampania.it/detteditoriale.asp?tipo=inchiesta1&id=35
(6) http://www.prisonplanet.com/articles/june2006/110606Attendees.htm
(7) http://www.infowars.com/images2/nwo/bilderberg/bbg_list_page_06.jpg

FONTE: LUOGOCOMUNE