25 giugno 2006

Due parole sul referendum

di Giovanni Lazzaretti

Alcune persone ci hanno chiesto di esprimerci sul referendum costituzionale.
Esporremo solo qualche concetto sintetico.
Come premessa si può affermare che nella costituzione creata dal centro destra non c'è nessun punto che contraddica la legge naturale universale: questo è certo ed è verificabile da chiunque.
Se qualcuno vi dice che qualche punto della costituzione creata dal centro destra lede qualche diritto naturale, vi sta semplicemente dicendo una sciocchezza.
Pertanto in tutto ciò che scriveremo cercheremo di evidenziare alcuni argomenti erronei che abbiamo ascoltato e letto in questi giorni, senza nemmeno la necessità di appoggiarci, se non in parte, alla dottrina della Chiesa.
La costituzione in essere prima della riforma fatta dal centro destra non è la costituzione del 1948.
E' la costituzione modificata nel 2001 dal governo di centro sinistra e ratificata dagli elettori nell'autunno 2001
(i votanti furono il 30%).
Questa costituzione è comunque un pasticcio: ha creato un assetto federale attribuendo malamente le competenze alle regioni.
L'aggettivo «malamente» non è dettato da una visione ideologica, ma dalla semplice constatazione del contenzioso che si è venuto a creare tra Stato e regioni.
Nel 2002 sono state 28 le pronunce della Corte Costituzionale sul contenzioso tra Stato e regioni, 98 nel 2003, 116 nel 2004, 101 nel 2005, 45 nei primi 4 mesi del 2006.
Avevamo la costituzione del 1948, approvata da una larga maggioranza.
Nel 2001 abbiamo avuto una nuova costituzione approvata dal centro sinistra.
Nella scorsa legislatura è nata una terza costituzione approvata dal centro destra.
E' possibile che la costituzione che chiameremo «di centro destra» sia un pasticcio.
E' certo che la costituzione «di centro sinistra» del 2001 è un pasticcio, perché già sperimentata come fallimentare.

Uno slogan che ha avuto una buona efficacia recita che la costituzione di centro destra è stata approvata «a colpi di maggioranza».
E come corollario circola questa frase: «bisogna bocciare la nuova costituzione perché il centro destra l'ha creata a colpi di maggioranza».
Verissimo: il centro destra ha modificato la Costituzione con una maggioranza semplice, invece di cercare i 2/3 del consenso.
Ma la metodologia dei «colpi di maggioranza» fu iniziata dal governo di centro sinistra nel 2001 e questo fatto è già stato dimenticato.
La metodologia dei «colpi di maggioranza» va punita?
Allora il colpevole primo da punire è il centro sinistra che l'ha iniziata.
Quanti articoli della costituzione sono stati modificati?
Non giudichiamo importante il numero esatto, ma troviamo ridicolo che ci si basi sul «mucchio» di articoli per fare colpo sul potenziale elettorato.
C'è una fila di varianti che sono solo questioni tecniche, assolutamente non vitali e i cui pregi o difetti potranno valutarsi solo sul campo.
Che il presidente della repubblica venga eletto a maggioranza alla quinta votazione o alla quarta, ci sembra irrilevante; come pure ci è concettualmente indifferente il calo del numero di parlamentari (1).
Alcuni articoli non fanno altro che codificare questioni che sono già così nei fatti.

Che i ministri li scelga il primo ministro, o che faccia finta di sceglierli il presidente della repubblica, accettando la lista che gli dà il capo del governo, ci sembra anche in questo caso irrilevante.
Che il primo ministro lo elegga il popolo, oppure faccia finta di nominarlo il presidente della repubblica avendo davanti una scelta unica (2) ci sembra pure indifferente.
Il succo di tutto è quindi il passaggio da capo del governo a primo ministro eletto dal popolo («premierato», con conseguente contenimento dei poteri del presidente della repubblica) e la «devoluzione» di compiti alle regioni.
Ci concentreremo su questi due aspetti.
Per quanto riguarda il «premierato», il rafforzamento dei poteri nelle mani di uno solo potrebbe dar fastidio a qualcuno.
Ma spesso si ragiona con «sentimentalismo», non sui dati concreti.
Dovrebbe interessarci salvare la legge naturale universale.
Da dove sono venuti fino ad ora i danni alla legge naturale universale?
Ricordiamo questi danni: legge sul divorzio, legge sulla contraccezione di Stato, legge sull'aborto, legge sulla fecondazione artificiale (sì, serviva a limitare un male peggiore, ma è pur sempre violazione della legge naturale universale).
Tutti questi danni sono venuti dal parlamento, non dal governo.
Il parlamento è stato un pericolo per la legge naturale universale più del capo del governo.
Non si può dire che il «premierato» sia un «bene in sé», ma certamente il nostro parlamento ha violato più volte la legge naturale universale, rivelandosi, in quelle occasioni, «male in sé».

«Votiamo no per impedire che il potere politico sia concentrato nelle mani del primo ministro e la sovranità popolare sia umiliata dal rigido controllo del governo sul parlamento».
Questo slogan, riportato da un volantino, è una sciocchezza: il primo ministro è eletto dal popolo, quindi non c'è nessuna sovranità popolare umiliata.
E, lo ripetiamo, il parlamento ha fatto spesso dei danni alla legge naturale: lo si circonda invece di un'aura di sacralità, come se fosse un organismo di livello qualitativamente superiore rispetto a un governo guidato da un premier. (3)
Per quanto riguarda la «devoluzione» si può affermare una premessa importante: noi abbiamo già una sanità di serie A e una di serie B, una scuola di serie A e una di serie B.
Ci sono ospedali da cui gli ammalati fuggirebbero volentieri, se potessero (non si segnalano continuamente casi di «malasanità»?); ci sono scuole di Stato, a Milano come a Napoli, da cui i genitori toglierebbero volentieri i figli, se avessero possibilità di scelta.
La «devoluzione» non si innesta quindi a «sfasciare» un sistema perfetto, ma a tentare di sanare una situazione malata.
La «devoluzione» può fallire e creare danni; ma può anche riuscire e creare benefici.
Posto che le norme generali in tema di sanità e scuola restano in mano dello Stato, non c'è nessun punto nella «devoluzione» che possa «in se stesso» creare scuola e sanità di serie A e B.
Gli uomini certamente possono creare strutture di serie A e di serie B, a causa della loro scarsa etica.

Etica che è scarsa in Italia per il semplice motivo (non unico, ma principale) che siamo uno Stato che vìola la legge naturale universale, uno Stato che insegna ai cittadini la «legalizzazione» del male.
Ricordiamo infine che la «devoluzione» riporta allo Stato alcuni compiti malamente assegnati alle regioni dalla costituzione del 2001.
C'è qualcosa di buono?
All'articolo 118: «…comuni, province, città metropolitane, regioni e Stato riconoscono e favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà, anche attraverso misure fiscali».
Questo comma dell'articolo 118 della costituzione su cui andremo a votare è positivo, perché fa un passo avanti oggettivo nella direzione della dottrina sociale della Chiesa.
E' possibile che venga applicato o che resti lettera morta, ma in sé è una cosa buona.
Chi vota «no»?
Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Rosa nel Pugno, Verdi, DS, UDEUR, Margherita.
Tutta la compagine è composta dai «picconatori» della legge naturale universale.
Oltre a questo, suscita tristezza la situazione di «pensiero unico»: possibile che nel centro destra ci siano i dissenzienti che votano «no», mentre nel centro sinistra non si trova nessuno che si dichiari per il «sì»?
Di fronte però al «pensiero unico» di centro sinistra e agli slogan «taroccati», pensiamo che sia tatticamente valido votare «sì», almeno per bloccare un po' l'arroganza dei probabili vincitori.

In ogni caso la costituzione modificata dal centro sinistra nel 2001 (che ritornerebbe in vigore se vincono i «no») deve essere cambiata perché non ha definito bene i compiti delle regioni, creando l'ampio contenzioso tra regioni e Stato di cui si scriveva all'inizio.
Se vinceranno i «si», la maggioranza di centro sinistra metterà certamente mano alla costituzione, visto che ha la forza per farlo «a colpi di maggioranza»; se vinceranno i «no» è possibile che si rimanga fermi alla costituzione pasticciata del 2001.
Poiché la costituzione del centro destra non lede nessun diritto naturale, ogni intervento fatto da cattolici in quanto cattolici è fuori luogo, anzi erroneo.
Hanno certamente sbagliato:
- i vescovi che si sono pronunciati per il «no»;
- le associazioni ecclesiali che si sono pronunciate per il «no»;
- i parroci che hanno invitato «nel Signore» a votare «no».
Questo è il tipico ambito di «Cesare»; non siamo alle elezioni politiche in cui c'era invece in ballo la legge naturale universale: quella sì che doveva essere difesa «nel Signore» e per l'uomo.
Invece vediamo che alcuni cattolici, imbelli nel difendere la legge naturale universale, combattono a spada tratta per la difesa di uno strumento umano come la costituzione.

Note
1) Potrebbe essere positivo (calo delle spese per il parlamento); ma potrebbe essere negativo. (poco spazio per inserire persone intelligenti e di poco potere).
2) Il presidente della repubblica, dopo le elezioni 2006, poteva assegnare la carica di capo del governo a una persona diversa da Romano Prodi? Non poteva, anche se in teoria la costituzione lo consentiva.
3) Ricordiamo che la Chiesa, per il suo Stato, ha scelto la forma di governo più efficiente di tutte: «monarchia assoluta elettiva da parte di una oligarchia popolare» (anche il più misero degli uomini può diventare, senza spendere, cardinale e quindi elettore del Papa). Nessuna forma di organizzazione governativa deve farci paura; devono farci paura solo le forme che scelgono di non sottomettersi alla legge naturale universale.

FONTE: EFFEDIEFFE