17 giugno 2006

L'unione delle menti spaventa i poteri

A Termoli vi sono quattro industrie chimiche multinazionali, uno stabilimento Fiat e, da un paio di anni a questa parte, Turbogas! Dalle colline periferiche, si nota una coltre gialla, che è il Biossido di Azoto che si mischia a tutti i rifiuti chimici rilasciati nell'atmosfera. Non vengono accettate richieste di controllo ambientale. Nessuno sembra muoversi contro questi costruttori di morte, le istituzioni, i media e le associazioni hanno abbandonato la comunità termolinese. Tuttavia in piazza si vendono le piantine sovrapprezzo per la ricerca contro il cancro, giustificate dalle morti che le suddette aziende producono. Tutto il marciume presente sul pianeta a livello economico, politico e ambientale, è concentrato in un paese di 30.000 abitanti e del suo circondariato. Migliaia di persone sono già morte di leucemia e la maggior parte sono bambini. Le piccole imprese stanno quasi per scomparire in una completa dipendenza verso le grandi multinazionali che sono diventate loro le istituzioni della economia. E quando questo accade, la delocalizzazione degli stabilimenti o la minaccia di cassa integrazione, rischia di spazzare via intere comunità o a costringerle ad accettare compromessi se si vuole vivere. Qualche anno fa qualcuno ha cercato di produrre una documentazione scientifica sui danni che producevano, ma ora non si sa che fine ha fatto questa persona, tantomeno i suoi documenti!

TurbogasSono circa due anni che Termoli lotta contro la costituzione di una centrale termoelettrica a ciclo combinato che con le sue ciminiere produrrà in un anno centinaia di tonnellate di polveri sottili che risaliti nell'atmosfera, e combinandosi con altre sostanze esistenti ad alta quota, creano composti che possono causare malattie croniche e forme tumorali alle vie respiratorie. Le autorità preposte all'analisi del progetto non considerano nella maniera più assoluta i danni provocati dall'emissione delle polveri, come se non vi fosse alcun problema. L'acqua che percorrà i circuiti della centrale verrà poi rilasciata nelle acque del Vomano con la produzione di enormi quantitativi di vapore acqueo e anidride carbonica provocando gravi danni al microclima della regione e a tutto l'ecosistema, sia ambientale che economico.Ma come farà Termoli ora che sarà promulgata la legge sulla liberalizzazione dell'Energia? Il decreto parla chiaro: incentivi alle opere di infrastrutture, attribuendo alla comunità locale delle "compensazioni", come se avesse un prezzo il danno che una centrale può provocare.
Tutto questo perché quello energetico è un monopolio naturale, ma non c'è niente di più sbagliato, perché l'energia è ovunque, è intorno a noi, per cui occorre "liberare" l'energia, non liberalizzarla.

Gli unici e vani strumenti in mano alle comunità sono ormai il sollevamento delle masse per portarle allo scontro con le istituzioni, l'unico modo per farsi sentire perché la democrazia popolare non esiste più. Non si può aspettare che un politico difenda trenta mila persone dagli interessi di lobbies e multinazionali. Il sistema è studiato infatti in modo che le piccole comunità rimangano isolate, perché non hanno leggi a proprio favore, oppure devono fare i conti con la burocrazia tecnicistica, in modo che per percorrere tutta la piramide dei poteri ci vuole tempo e nel frattempo le persone dimenticano. Qualsiasi passo si faccia, qualcuno ha sempre anticipato i tempi: ente locale, commissione di esperti, regolamento statale, fino ad arrivare alla direttiva comunitaria.Abbiamo visto tutti ciò che è accaduto in Basilicata per lo stoccaggio delle scorie nucleari. Approfittando della tragedia di Nassirya, il Governo ha deciso di portare avanti la costruzione di un sito di "decompostaggio" in Cave di Sal Gemma, nella terra lucana, perché è una zona isolata senza nessun valore economico. Scanzano Jonico era l'unica soluzione perché nessuno rischia una poltrona per trenta mila persone, per una terra del sud Italia già da tempo dimenticata. Val di Susa ha eroicamente resistito ma non ce la farà sotto i colpi di un governo servo delle lobbies, le stesse persone che partecipavano alle loro manifestazioni un anno fa, ora le porteranno comunque sulle forche, forse con una buona pubblicità da parte dei media.

Adesso è diventato un crimine difendere l'interesse pubblico, perché c'è quello generale, c'è il ricatto morale dell'opinione pubblica, disoccupazione, crisi energetica e smaltimento rifiuti.
Più si andrà avanti, più sarà difficile difenderci, perché accanto a noi troveremo le associazioni globalizzate, gli eroi mediatici, ma nessuno di loro farà davvero nulla perché poi vi sarà sempre qualcuno che griderà al "bene del paese".
È arrivato dunque il momento di difenderci, di sostenere le nostre imprese e salvaguardare la nostra terra, la nostra acqua. Non lasceremo mai soli Termoli, né Scanzano, o Gela e dobbiamo restare uniti nella solidarietà, condividere il nostro sapere con tutti, la nostra scienza e la nostra opera.

FONTE: ETLEBORO