19 luglio 2006

I bombardamenti israeliani potrebbero condurre ad un'escalation bellica in Medio Oriente

di Michel Chossudovsky

A seguito dei bombardamenti di Beirut da parte israeliana, c'è il pericolo che la guerra mediorientale finanziata dagli Stati Uniti, attualmente caratterizzata da tre scenari distinti (Afghanistan, Palestina ed Iraq) aumenti e si estenda all'intero Medio Oriente - tutta la ragione dell'Asia Centrale.
I bombardamenti del Libano fanno parte di un'agenda militare attentamente pianificata. Non sono spontanei atti di rappresaglia da parte di Israele. Sono atti di provocazione.
Gli attacchi potrebbero infatti essere usati come pretesto per scatenare un'operazione militare molto più vasta, che è già in fase di pianificazione attiva. In tutta probabilità, i bombardamenti sono stati condotti con l'approvazione di Washington.
Questi bombardamenti coincidono con la resa dei conti riguardo l'Iran e il suo presunto programma di armi nucleari. Dovrebbero essere visti ed analizzati in relazione agli interessi geo-politici e strategici israelo-statunitensi nella regione.
A partire dal 2004, gli Stati Uniti, Israele e la Turchia hanno formulato concreti piani di guerra che comportano raid aerei sui siti nucleari dell'Iran. Israele ha buone probabilità di giocare un ruolo diretto nell'operazione militare sostenuta dagli Stati Uniti contro l'Iran, che è anche l'obbiettivo del meeting del G8 a San Pietroburgo tra il 15 e il 17 luglio.
Dalla fine del 2004, Israele ha accumulato sistemi d'armi statunitensi in previsione di un attacco all'Iran. Questo accumulo, che è finanziato dagli aiuti dell'esercito Usa, è stato in gran parte completato nel giugno 2005. Israele ha avuto consegna dagli Stati Uniti di molte migliaia di "armi aeree intelligenti" tra cui 500 bombe anti-bunker, che possono essere usate anche per sganciare bombe nucleari tattiche. Le armi nucleari tattiche statunitensi sono state dislocate dagli Usa e da molti dei loro alleati, e potrebbero essere impiegate contro l'Iran. I missili termonucleari di Israele sono puntati su Tehran.
Un fattore è anche la partecipazione della Turchia nell'operazione militare israelo-statunitense, in base all'accordo raggiunto lo scorso anno tra Ankara e Tel Aviv.
Thehran ha confermato che risponderà, se assalita, nella forma di attacchi con missili balistici diretti contro Israele. Questi attacchi potrebbero anche prendere di mira le strutture militari degli Stati Uniti in Iraq e nel Golfo Persico, portando immediatamente ad uno scenario di escalation militare e di guerra totale.
Sull'agenda del G8 c'è una bozza di risoluzione delle Nazioni Unite riguardo il presunto (non esistente) programma di armi nucleari dell'Iran, la quale, secondo alcune notizie, è stata approvato tatticamente dalla Russia e dalla Cina. Questa risoluzione, se approvata, potrebbe aprire la strada per bombardamenti punitivi sull'Iran, con il pieno sostegno degli alleati europei degli Stati Uniti.
Israele fa ora parte della coalizione militare anglo-statunitense. Se questi bombardamenti fossero portati a termine, con la partecipazione attiva di Israele, sia il Libano che la Siria diventerebbero parte di un'estesa zona di guerra.
L'intera regione si infiammerebbe.
E' dunque essenziale che i movimenti dei cittadini di tutto il mondo agiscano risolutamente per affrontare i loro rispettivi governi, invertire e smantellare questa agenda militare che minaccia il futuro dell'umanità.

FONTE: COMEDONCHISCIOTTE